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Irma Ferm Allevatori di slancio

Era stata fermata da un contrattempo prima delle batterie del Gran Premio Anact, e forse qualcuno si era distratto sul valore di Irma Ferm, che di diritto e di risultati è da subito parsa una puledra micidiale. La partenza ineguagliabile, la solidità fisica e la meccanica produttiva sono tornate a splendere nel Gran Premio Masaf Allevamento per le femmine, lì dove la portacolori di Paolo Ferretti non ha ammesso interferenze. Marco Stefano per il solito Maestro Mauro Baroncini ha gestito con leggerezza la corsa, che si è trasformata in una semplice passerella. Genealogia sofisticata, incrociando The Bank con Altair Etoile, che si porta dietro oltre a Sharif di Jesolo, Lemon Dra fino a Nuclear Kosmos, per l’ennesimo gioiello di Cesare Canavesio, l’uomo dei Ferm, che è uno di quei personaggi dai quali imparare molto e che con varie collaborazioni sta vivendo una pazzesca “primavera” professionale, condita dal doppio Gruppo I in giornata, che è roba da Conte Orsi Mangelli. Al secondo posto si è confermata all’apice della generazione I Love America, la Muscle Hill giubba Barjon, altro gioiellino di altissima genealogia che il team Rizzo Cecere ha rinvigorito dopo la prova opaca di Napoli. Da secondo in corda, Santo Mollo stavolta è finito davanti a Lorenzo Baldi, con la sua sempre concreta Irenel Mail, Nad Al Sheba e Bambu Lux della produzione di Francesco Morozzi per il vincente sodalizio con Saverio Cortese. Hanno completato il marcatore Ice Killer Gar, in progresso, e la favorita Ifinoe degli Dei, che ha fatto le bizze in sgambatura e poi ha sbagliato in partenza, recuperando però molti metri, come per dire che il motore è da super puledra. Peccato che diverse concorrenti siano state ritirate per l’influenza che sta condizionando il lavoro di diverse scuderie, ma con queste gemme della generazione “I” siamo solo all’inizio della strada verso la gloria, laddove si è già seduta Irma Ferm.