
Carlo Landolina: “Il sogno realizzato”
Nell’ippica, come nella vita, si sa, per riuscire ed avere successo ci vuole un pizzico di fortuna, ma se vogliamo dare il via alla stura dei luoghi comuni c’è anche da dire che la fortuna va aiutata con quella giusta dose di abilità e competenza. Insomma, certe soddisfazioni non vengono “per caso”, ma vanno in qualche modo favorite. Il come e quanto è ovviamente soggettivo: non c’è una ricetta giusta, altrimenti tutti sarebbero proprietari di successo. Di sicuro c’è che la vicenda ippica di Carlo Landolina, avvocato palermitano prossimo a festeggiare le 60 candeline, è di quelle che possono essere prese ad esempio da chi, anche neofita, vuole in qualche modo dare sfogo alla propria passione ippica, che va di pari passo con quella per l’acqua e in particolare il canottaggio.
Il piazzamento di Gigia Da alla finale del Derby al femminile dei quattro anni è solo l’ultimo capitolo di una bella storia iniziata comunque tanti anni fa e, se vogliamo, forse un po’ per caso…
“La mia storia ippica nasce da lontano perché mio zio, il fratello di mia mamma, era Pino Migliore, titolare di quella che all’epoca era una scuderia importante del trotto palermitano. Fu lui che già quando avevo appena tre o quattro anni mi portò all’ippodromo, nelle scuderie, in mezzo ai cavalli. Poi aprì un allevamento a Cisterna di Latina, strinse amicizia con Giovanni Pedrazzi, frequentammo la famiglia Leoni e poi ovviamente Biagio e Gaspare Lo Verde. Ho un meraviglioso ricordo di Biagio dal lato umano ancora più che da quello professionale. Poi, quando sono venuti a mancare sia mio zio che, appunto, Biagio, con suo figlio Gaspare abbiamo deciso che avremmo dovuto costruire qualcosa in ambito ippico per onorare la loro memoria.”
Così è nato questo sodalizio che, a parte Gigia Da, si era già espresso al meglio con altri cavalli e con discreti risultati…
“Diciamo che siamo stati fortunati e che Gaspare ha fatto veramente un grande lavoro con più di qualche soggetto. Sul piano tecnico a lui vanno attribuiti quasi tutti i meriti. C’è stato quel pizzico di fortuna che non guasta e io, da parte mia, ho messo qualche scelta che fortunatamente si è rivelata azzeccata. Oggi posso vantare diversi cavalli in comproprietà o condivisione, ma soprattutto mi sono tolto il gusto di partecipare agli ultimi quattro tra Derby e Oaks. Sono stato e sono comproprietario di soggetti di qualità come Zadig del Ronco, Donnavittoria Par, Encierro… Per me è un motivo d’orgoglio, ma al tempo stesso non sono uno di quelli cui piace apparire, anzi sono sempre abbastanza defilato…”
E perché mai? In fondo sono soddisfazioni…
“È vero, ma purtroppo nella realtà locale (e non solo) l’ippica viene vista ancora con un’accezione negativa. Alcuni (troppi) pensano che frequentare l’ippodromo non sia il massimo dal punto di vista etico… ed è un peccato.”
Verrebbe la voglia di andare più spesso fuori dalla Sicilia?
“È un discorso particolare. Tanto per dirne una, Gaspare è una di quelle persone estremamente attaccate alla propria terra e alla sua famiglia. Sono valori molto positivi, ma forse, e lo dico per lui, avrebbe bisogno di uscire di più dalla Sicilia di quanto non faccia. Insomma, bisognerebbe andare un po’ oltre. Il nostro trotto, che pure conta tanti proprietari e tantissima passione, sconta un po’ il problema delle strutture e nonostante questo ottiene comunque degli ottimi risultati.”
Lei che tipo di proprietario è?
“Che amo essere defilato l’ho detto. Per il resto sono un po’ ansioso, nel senso che vivo con grande adrenalina ed emozione sia la corsa a reclamare che il Gran Premio. Durante la corsa mi appart(o), non esterno. Poi mi affeziono ai miei cavalli e non è detto che il cavallo cui vuoi più bene sia per forza quello che vince di più. Ho vissuto tanti momenti fantastici. Ovviamente i momenti più belli sono stati quelli dei primi grandi premi vinti con Zadig del Ronco. Anche Donnavittoria Par è particolarmente nel mio cuore. È stata una cavalla un po’ sfortunata, forse avrebbe meritato qualcosa di più.”
Adesso c’è Gigia Da…
“C’è da dire che lei è arrivata da noi in maniera un po’ casuale, per delle coincidenze. Lo zio di Gaspare un giorno ci fece vedere un video di una cavallina che volevano vendere. Era bellissima, trottava in maniera spettacolare, una figlia di Ginger Up e Rihanna Grif, quindi una genealogia ‘normale’. Mi telefona Gaspare e gli dico di prenderla immediatamente, anche perché l’investimento era davvero contenuto. E ora eccoci qua…”
Il fattore “C”?
“Tutti mi dicono che sono fortunato, io dico che la mia fortuna è quella di avere un rapporto eccezionale con Gaspare, che ritengo un grande professionista. La realtà è che nell’ippica di oggi, con investimenti davvero contenuti, sono riuscito a ottenere degli ottimi risultati… Il primo Derby con Encierro, ad esempio, è di quelli che non si scordano mai…”
Adesso c’è quello dei 4 anni. Basta come ambizione?
“Mah, intanto ci goderemo certamente questa giornata, poi è evidente che le ambizioni da proprietario siano quelle comuni a molti. I sogni sono legati alla Francia, al Derby, alle Oaks, al Lotteria… Più realisticamente devo dire che forse, per come vivo io l’ippica, il sogno l’ho già realizzato. Ora l’ambizione è quella di continuare a divertirmi. Potrebbe già andare bene così, ma… mai dire mai!” LM


