
Nunzio Squeglia: “Incanto Three mi ricorda Feystongal”
La vittoria di Incanto Three al Cirigliano di Aversa nella sessione maschile del Gran Premio Stabile ha riportato alla ribalta un nome che troviamo spesso tra i proprietari vincitori al centro sud, quello di Nunzio Squeglia, 53ni da Marcianise, espressione di quella passione popolare che da sempre accomuna la Campania al trotto. Proprietario (e non solo autodidatta), ma dai risultati indubbiamente importanti se si pensa che nel corso degli anni sotto i suoi colori hanno militato ottimi soggetti dai “centrali” in su. Qualche nome? In ordine sparso: Pik Bube As, Langdon Grif, Antony Leone, Zefiro d’Ete, Daniele Jet, Castaldo cas, Taurus del del Ronco, Bristol Cre questi solo per rimanere alle ultime generazioni, ma il suo rapporto con i cavalli risale, per così dire, alla… culla…
“Sono cresciuto a pane e cavalli, se si può dire. Mio padre era proprietario, così’ copm mio nonno e in famiglia c’era anche mio zio. Abbiamo avuto anche soggetti di ottimo livello come Eril Bs che qualcuno ricorderà. Io appena ho potuto ho cominciato ad attaccare cavalli. In rete ci sono anche delle mie foto di quando ero molto giovane, prima con i pony, poi con quelli che noi chiamiamo “insanguati” (pony un po’ più grandi n.d.r.)… Tanta pista privata e poi nei centri di allenamento…”
Già perché a Nunzio è sempre piaciuto allenare. Quella licenza non è mai arrivata per vari motivi, ma lui è un proprietario che collabora molto con i suoi allenatori (e viceversa) e molti dei risultati ottenuti dai suoi allievi sono figli della sua applicazione a 360°.
Grande frequentatore di allevamenti e di aste Nunzio Squeglia è solito scegliersi per tempo i puledri da acquistare come è stato nel caso di Incanto Three…
“L’ho comprato a 10 mesi dall’allevamento Three del socio del compianto Ubaldo La Porta. Me lo sono scelto. Mi è piaciuto subito per una serie di motivi: la mamma innanzitutto e il quadro genealogico generale, ma poi c’è stato un particolare che ha fugato ogni mia esitazione. La somiglianza con uno dei cavalli idoli della mia gioventù: Feystongal. L’ho comprato, l’abbiamo domato, ma rispettato al massimo. L’estate scorsa all’ippodromo del Garigliano ha debuttato con una serie di risultati più che interessanti, ma abbiamo avuto il nostro da fare perché lui è un cavallo un po’ particolare. Era molto ardente, “se la prendeva” come si usa dire. Quindi abbiamo dovuto avere pazienza, farlo tranquillizzare. Ora è abbastanza a posto. Gli rimane il problema di non gradire per nulla la sabbia che gli schizza sul muso per questo abbiamo adoperato degli accorgimento come il mascherone lungo, ma l’ideale, proprio questa sua caratteristica, è correre davanti altrimenti rischia di metterti in difficoltà…”
Oggi nel suo centro a Sqan Tammaro, alle porte di Napoli, Nunzio Squeglia ha diversi cavalli che gestisce assieme a Sabato Bevilacqua, ma di tuytti i campioni che hai citato, ce n’è uno che hai particolarmente nel cuore?”
“Probabilmente Pik Bube As, non lo posso mai dimenticare. Era un cavallo che quando era a posto fisicamente poteva dare filo di torcere a tutti visto il gran carattere che aveva.”
E adesso c’è Incanto…
“Vedremo intanto gli facciamo recuperare questa corsa e poi vediamo quali saranno le opportuinità che il programma ci offre. Di certo ha dimostrato che attualmente nella gerarchia della generazione c’è anche lui…” LM


