
Free Time Jepson, il Lotteria costruito a Napoli per il mondo
La mamma Titty Jepson era una cavalla meravigliosa, una delle tante regine che Varenne ci ha fatto ammirare in pista e che ci ha lasciato in eredità per aumentare la classe dell’allevamento italiano. Ha fatto emozionare con le sue imprese in pista Libero Spezia e Marco De Vivo che, a fine carriera, hanno voluto intraprendere la carriera da allevatori, trasferendo Titty all’allevamento Poggetti in Toscana, azienda solida e antica.
Il padre è Face Time Bourbon, top sire europeo, e così è nato Free Time Jepson, un cavallo che Dario Trasi, giovane e appassionatissimo proprietario partenopeo, non si è lasciato sfuggire da yearling, trasferendolo in doma da Walter Zanetti, per poi passare ad Alessandro Gocciadoro quando Free Time Jepson ha confermato, nei primi passi, la forza, il parziale e il coraggio che tutto il mondo ha ora ammirato a Napoli, nel Lotteria di Agnano, che ha per l’ennesima volta esaltato l’allevamento italiano.
Due corse esaltanti del vincitore, per dominare la scena con una lunga progressione inarrestabile e imparabile per tutti, ottimamente interpretato da Andrea Guzzinati, driver che ha nella calma olimpica la sua migliore pallottola in canna e che si è trovato a meraviglia su questo “treno”, preparato e tirato a lucido dal team di Noceto.
Una festa che ognuno dei protagonisti forse non avrebbe mai pensato di vivere, per un cavallo che arrivava a Napoli già titolato di Gruppo 1 e che è riuscito, nel lasso di poche ore, a regolare un certo Frank Gio, anche lui figlio di Face Time Bourbon e altrettanto straordinario.
L’alfiere allevato dalla Bivans ha ribadito di essere un calibro internazionale, e non a caso quarto nel Prix d’Amérique.
E che dire della sorpresissima terza piazza di Ernesto Spritz, un Maharajah fatto in casa da Andrea Sarzetto, che lo ha allevato, cresciuto e allenato, dopo averlo ceduto in comproprietà a Franco Rinaldi, altro proprietario in crescita di passione e di investimenti.
Sono le storie dell’allevamento italiano, dei proprietari e dei protagonisti italiani, che in Campania trovano ancor più spesso quella passione viva per gettare le basi di queste grandi imprese, che ci ricordano come i cavalli da corsa, tra tanta irrazionalità, riescano a volte a ripagare le persone giuste.


