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Una festa a base di Ernesto Spritz

Non era più l’ora dello spritz, quando Ernesto nella finale del Città di Montecatini ha compiuto l’impresa della carriera, che è solo all’inizio. Ma siamo certi che la sua gang abbia fatto uno strappo all’orario e abbia brindato con il celeberrimo cocktail veneto alla vittoria del pupillo di una delle regioni terra del trotto per eccellenza. Dopo una batteria di livello, nell’atto conclusivo il figlio di Maharajah, si è liberato sul calo repentino di Banderas Bi per piombare come una pallottola su Dany Capar, che aveva potuto graduare a piacimento fino ai 600 metri finali, e seppur in una stretta foto indecifrabile, e subendo l’allargamento del rivale, alla fine si è preso il trionfo e finalmente la scena . Gioia pura per Andrea Sarzetto che è proprietario e soprattutto allevatore di Ernesto Spritz, un cinque anni che si è gestito correndo da quando aveva due anni fino a oggi ricercando più il controllo che la forza. La forza Ernesto Spritz ce l’ha da vendere, e con questo gruppo I allunga la serie del tipico esempio di come l’allevamento italiano il campione ce l’ha sempre di riserva. Con il successo della notte di ferragosto infatti Ernesto Spritz sale di status, perché battere Dany Capar che non troppo tempo fa a messo in riga anche Always Ek, Executiv Ek e Dimitri Ferm, non è roba che può fare un cavallo normale, così come non è da cavallo normale vincere una corsa dove Banderas Bi, che pochi giorni fa è stato secondo di Double Deceiver correndo in 1.08.8 tanto per gradire. Ottima terza la sembre combattiva Emma dei Veltri, ancora oggi confermatasi una leonella contro i maschi. Come Dolce Viky l’anno scorso, Ernesto Spritz comincia da qui la sua nuova era, quella del cavallo che fa sognare, anzi in questo caso brindare.