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Raffaele Cirelli: Gaudi, l’architetto dei nostri sogni

Quello dell’ippica, lo sappiamo bene, è un mondo particolare. Un microcosmo all’interno del quale può veramente accadere tutto e il contrario di tutto. Si programma, si studia a tavolino, si fanno progetti che talvolta sfociano in grandi risultati, altre in cocenti delusioni, ma sempre con la prospettiva del “domani è un altro giorno”; della ricerca della prossima corsa o del prossimo puledro sul quale riversare i propri sogni. Poi capita anche che a un certo punto arriva il cavallo che magari ti cambia la vita o più semplicemente ti fa vivere avventure ed esperienze impensabili solo fino a qualche mese prima. Insomma, le sensazioni possono essere le più disparate, ma alla base di tutto c’è sempre quell’amore, quella passione viscerale verso il cavallo.

La storia di questa settimana è quella di Raffaele Cirelli, 32 anni campano di Napoli, imprenditore proprio nell’hinterland partenopeo, che il “gene” dell’ippica lo ha ereditato prima dal nonno, poi dal papà Carmine e quindi coltivato assieme al fratello Diego. Qualche discreto cavallo, senza mai strafare, come è giusto che sia. Qualche rimpianto di cui la storia ippica di ognuno di noi è piena e ora la gioia infinita di una vittoria nientemeno che sulla carbonella di Vincennes.

Sabato 28 febbraio infatti a Parigi nell’ultima giornata della riunione invernale è arrivato il successo di Gaudi Laksmy, una vittoria netta nelle proporzioni con un’espressione di forza e sicurezza che è andata oltre il singolo risultato e che è proprio quella che al di la della gioia del momento schiude lo scrigno dei sogni.

“Noi abbiamo coltivato da sempre la passione per il trotto e per i cavalli – ci confida Raffaele Cirelli –  Abbiamo avuto anche la possibilità di tenerne qualcuno a casa, ovviamente cavalli di medio bassa qualità, ma vivere dei momenti del genere con un cavallo così non ci era mai successo prima. In questo momento mi sento solo di ringraziare quanti hanno contribuito a questo risultato. Alessandro (Gocciadoro n.d.r.) in primis , ma anche quelli che nel passato sono entrati nella storia di Gaudi. Sono stato sempre cosciente del fatto che avevamo un buon cavallo, ma forse neanche noi ci aspettavamo veramente di vivere una giornata con una simile soddisfazione”

In famiglia tanti anni da proprietari, ma mai neanche vicini a un momento del genere?

“In realtà qualche anno fa andammo vicini a dei risultati importanti. Prendemmo un puledro: si chiamava Rivarco; ci venne consigliato da Pasquale Esposito, uno con il quale la mia famiglia ha avuto sempre un grande rapporto. Vincemmo un “centrale” a Napoli battendo nientemeno che Ringostarr Treb, avremmo dovuto correre successivamente il Gran Premio Trinacria a Palermo, ma il cavallo accusò un problema serio e dovette rimanere fermo otto mesi. Una volta rientrato rimase un discreto soggetto da centrali, ma ormai il treno era passato. Ecco perché questa vittoria con Gaudi in un certo senso rappresenta un po’ una rivincita. Diciamo che, visto il nome, è un po’ l’architetto dei nostri sogni ippici.”

Come siete arrivati a Gaudì? Qual è la sua storia

“Il cavallo era in vendita all’asta ITS a Busto Arsizio di due anni fa. Un mio amico fraterno, Gennaro Casolari, mi disse che c’era la possibilità di prenderlo visto che il cavallo era stato ricomperato dall’allevatore. Io e la mia compagna Federica eravamo a casa. Potevamo scegliere tra il cavallo o la macchina nuova, ma non ci abbiamo pensato molto e abbiamo dato il via libera. Noi non abbiamo figli e oggi per noi Gaudì è quasi uno di famiglia. Gennaro è stato quello che lo ha plasmato da puledro. Poi al momento della qualifica lo abbiamo affidato a Holger Ehlert cui va tutto il nostro ringraziamento visto che lo ha portato a fare anche la finale del Derby nello scorso mese di ottobre dopo un buon secondo posto in batteria. Poi abbiamo corso senza troppa fortuna, una batteria dell’Orsi Mangelli. Quindi, visto anche il trasferimento di Holger in Germania, ci siamo affidati ad Alessandro Gocciadoro e al suo team e quella di fine febbraio è stata la sua prima uscita… un sogno… Abbiamo anche un altro quattro anni discreto, Gubbio. Anche lui probabilmente nelle prossime settimane raggiungerà Noceto.”

Mentre per Gaudi qual è a questo punto il programma?

“Guarda noi non siamo proprietari, per così dire… invasivi. Rispettiamo e ci fidiamo al massimo del lavoro del professionista al quale ci affidiamo. Per cui alla fine la scelta del programma spetta ad Alessandro e siamo sicuri che riuscirà a farci togliere qualche altra bella soddisfazione. La speranza è di poterlo seguire da vicino visto che l’ultima volta a causa degli impegni di lavoro non lo abbiamo potuto raggiungere a Vincennes, ma ci siamo dovuto accontentare di soffrire e poi gioire davanti alla TV. Metro dopo metro ci siamo esaltati sempre di più. A pensarci mi vengono ancora i brividi… Sono soddisfazioni difficili anche da raccontare.” LM