
Iroise de la Noé, tra Roquepine e Une de Mai
Quando nasce una stella, la sua luce è talmente accecante che non si può fare finta di niente. Dopo una serie di prestazioni più sfortunate che deludenti, ieri Iroise de la Noé è definitivamente sbocciata con un imperioso successo nel Prix de France. Non è riuscito il numero dieci a ingabbiare la bionda, non è stata la guida giovane di Thomas Levesque a penalizzarne la marcia, non è riuscito un battistrada comodo come Epic Kronos ad arginarne la progressione, e neppure il facile percorso di Go On Boy a farne il giustiziere.
La figlia di Tornado Bello il Prix de France se l’è preso con classe e con la potenza di una regina, che a tempo di record si è risarcita di un Amérique drammatico e ora si lancia, con l’alone di essere la più forte al mondo, nel mondo. Record della corsa: 1’09”4, dalla seconda fila, e con l’immagine di essere l’esponente ultima di una razza normanna pura, nei modi, nel fisico, tanto che pare ovvio richiamare Sua Maestà Roquepine degli avi Levesque, o anche — o forse di più — Une de Mai, della quale speriamo interpreti l’essere stata una girovaga.
Il trotto di ogni dove ha bisogno di fuoriclasse che trascinino le folle, e questa bionda stella ha tutto, proprio tutto, per diventarne una che ricorderemo a lungo. Foto Forni


