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Francesco Sorrentino: il nerazzurro dell’Inter? Meglio il… Grand Blue!

L’edizione 2025 del Gran Premio del Mediterraneo disputatasi sabato 22 novembre a Palermo ha portato alla ribalta un nome nuovo sia per quanto riguarda i cavalli che per il team, ovvero allenatore e proprietario. In particolare quest’ultimo Francesco Sorrentino, imprenditore 43 enne palermitano. Un esempio, oggigiorno quanto mai raro, di nuovo ingresso nel comparto visto che non si tratta di un figlio d’arte o di persona in qualche modo cresciuta all’interno del mondo ippico…

“E’ vero, la cosa è nata un po’ per caso. Nella nostra azienda c’era un mio dipendente che mi parlava spesso dei cavalli, delle corse al trotto e di quanto fosse affascinante il tutto. Così una volta sono andato con lui in un centro di allenamento e devo dire che sono rimasto subito colpito e mi sono appassionato…”

Da li a diventare proprietari il passo è stato abbastanza breve…

“Si, anche se le cose sono andate avanti gradualmente… prima con un socio abbiamo preso qualche cavallo, non avevo ancora i colori, e tutto, devo dire, è cominciato con Ania Rich, una cavalla che ci ha dato davvero tante soddisfazioni e ha fatto appassionare anche il resto della famiglia. Ricordo mia figlia Eleonora saltare di gioia sul divano quando vedeva la cavalla correre in tv e magari vincere. Ho conosciuto Luciano Mancuso, un ottimo professionista, e il suo gentleman Salvatore Pampillonia e anche li abbiamo avuto qualche cavallo in società. Un’altra spinta me l’hanno data un gruppo di amici: Simone Maceroni, Guido Gnoffo e Alessandro Guadagno e anche in quel caso c’è stata la compartecipazione con qualche cavallo.”

Però parliamo di un’epoca relativamente recente… Per i primi 35 anni della sua vita la passione, la ricerca dell’adrenalina è stata riversata altrove…

“Seguivo molto il calcio, un grande tifoso dell’Inter, ma devo dire che a livello di intensità di passione non c’è storia… Sarà perché l’impegno è concentrato in poco più di due minuti, sarà che è tutto più accentuato, fatto sta che il cuore durante una corsa batte 10 volte più forte di quanto non accada in una partita di calcio, sia che si tratti di un Gran Premio, sia di una corsa di categoria “G”, o magari di una trasferta in Francia…”

Già perché c’è anche questo risvolto. Con Ebrius, un cavallo in allenamento da Michele Di Francia a Napoli si è tolto il gusto di andare a vincere in Francia, ad Agen La Garenne, lo scorso mese di Marzo…

“Proprio grazie all’amicizia con i ragazzi citati poc’anzi, ho instaurato un rapporto anche con Michele Di Francia e tramite lui ho conosciuto la famiglia Minopoli. Abbiamo tentato l’avventura in Francia con Ebrius e prossimamente credo che ripeteremo l’esperimento anche con un altro nostro cavallo: Fabius Ors. Non è una questione prettamente economica anche se ovviamente vincere all’estero aggiunge quel genere di beneficio visto che con una corsa anche non di grande qualità puoi mantenere un cavallo per un anno, però ci tengo a precisare che non è quella la molla che ci spinge. La nostra è prima di tutto una passione sportiva.”

Il riferimento alla famiglia Minopoli ci porta inevitabilmente a parlare di Grand Blue Gar e della sua vittoria nel Gran Premio…

“Vincere sulla pista di casa una corsa importante ovviamente non ha prezzo… Grand Blue è un cavallo che abbiamo voluto fortemente. Mi era stato segnalato da Simone Maceroni, la trattativa è andata avanti per un po’ alla fine un giorno che Ferdinando Minopoli doveva venire a correre a Palermo, abbiamo chiuso l’affare. Il cavallo ha corso la prima volta in comproprietà con i vecchi titolari, la scuderia Chelsea, la seconda completamente sotto il blu e arancio che sono i nostri colori e ha vinto il Gran Premio, un piccolo record per un proprietario non certo esperto e navigato come sono io. Come dicevo è stata la prima vittoria in una corsa così importante. Ci eravamo andati vicini con Edwin Tor a Foggia, ma questa ha certamente un altro sapore…”

E adesso?

“Vediamo… ci godiamo il successo e voliamo bassi. Per Grand Blue vedremo il programma, ma abbiamo altri cavalli. Come ho detto probabilmente faremo ancora un giro in Francia, ma ribadisco: per noi sono importanti tutte le corse. Ecco, mi auguro di continuare a vincere anche se dovessero essere delle categorie G, Sarà bello lo stesso.”

Non ha festeggiato particolarmente la sera della vittoria. Un brindisi a casa con la moglie Veronica, (anche lei titolare di colori, guarda caso nerazzurri) la figlia Eleonora e l’ultimo arrivato Daniele, di appena due mesi, ma c’è la promessa di organizzare al più presto una bella festa con tutti gli artefici di questo successo. In fondo si vince anche per questo, magari solo una categoria “G”! LM