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Dubhe Prav quando si dice un cavallo “forte”

Il Palio dei Comuni è una corsa a sé, in cui la tecnica si mescola con la passione e il calore del campanilismo in una giornata splendida per gli amanti del trotto e del folklore, tanto che ogni edizione ha una storia da raccontare. Questa però è l’occasione giusta per omaggiare il vincitore Dubhe Prav, il cavallo “forte” per eccellenza, nel vero senso stretto della parola. Puledro di genealogia solida come tutte le linee dei Pravettoni, acquistato dai Rocca, sin da giovanissimo ha mostrato di avere in corpo una potenza e un carattere più da gestire che da alimentare. Le prime corse a due anni, già ad alti livelli ma con diverse rotture, e poi una carriera a tre anni con più di un piazzamento in Gruppo I, fino a una vera e propria prestazione super a Vincennes, arrivando davanti a un certo Josh Power, su quella pista e su quelle distanze su cui bisogna essere “forti” davvero.

Se ne accorge la famiglia Abrivard, che lo acquista per continuare sulla strada intrapresa da Santo Mollo e Filippo Rocca, ma nel passaggio di consegne qualcosa va storto e Dubhe non riesce a esprimersi con il nuovo training, tanto che di comune accordo torna a casa per cercare di salvabile. Inizia Santo Mollo al training e prosegue Filippo Rocca, e le cose tornano a posto, con il figlio di Robert Bi che riprende a fare il bravo e a mettere assieme prestazioni continue grazie alla sua micidiale velocità iniziale, in un continuo miglioramento di categoria culminato con la vittoria nel Turilli, trafiggendo calibri come Executiv Ek e East Asia, con il terzo posto a contatto tra Jabalpur, Inexes Blue e Inmmarosa, e ora con il Palio dei Comuni.

Una batteria gestita, e poi una finale dominata in 1.10.7 in scioltezza, nonostante la super prestazione dell’atteso Dolce Viky e la solita immensa e generosa Emma dei Veltri, che possono anche loro essere più che soddisfatti per i piazzamenti dietro a un cavallo forte, oggi il più forte indigeno in circolazione.