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Dany Capar il Duomo di Firenze

Silvano Caparrini fiorentino Doc, di quelli legati a tutto ciò che è gigliato, ed è l’allevatore di Dany Capar, Leonardo Cecchi, fiorentino Doc, radicato in città è il proprietario di Dany Capar. A chi se non a loro faceva piacere vincere il Gran Premio Duomo, arrivato alla 79° edizione, certo che tra il dire e il fare ci sono i cavalli e le corse, ma ci hanno pensato il castrone da Exploit Caf e Alessandro Gocciadoro ha semplificare tutto, con una partenza volante per andare davanti, e con una condizione tecnico atletica superlativa. In testa Dany Capar non ha fatto altro che gestire ogni avanzata esterna, peraltro inconsistente, e scappare via da quelli che lo seguivano allo steccato non appena la corta dirittura di Firenze si è fatta strada per la gloria. Un cavallo che da quando è tornato dalla Svezia, dove si era lanciato, ha scalato le gerarchie dei nostri free for all, e forse anche in casa Noceto. No good stavolta Always Ek, e neanche Magnus Djuse che dopo aver rinunciato al via si è lanciato in un ottimistico contropiede in terza ruota, non bello il rientro di Capital Mail, e rimasto scoperto Ideal San Leandro, le piazze hanno premiato l’inossidabile Callisto, cavallo superlativo e sempre sottostimato e Chance Ek, che da seconda in corda forse doveva resistere ma non le si può fare una colpa neanche a lei che lotta come una leonessa ogni volta da tutta la carriera. Torino, con il suo Costa Azzurra Uet, e il Lotteria con la sua magia i prossimi appuntamenti non solo per chi è viola dentro e fuori. Matteo Muccichini