
Clarissa Regina di Svezia
L’anno scorso era stata incoronata Regina del trotto italiano, quest’anno Clarissa è definitivamente diventata Regina di Svezia. Il bis nel Prix Maharajah – European Championship for Mares è un trofeo da gruppo uno pesante da esporre nella bacheca dei trofei per una cavalla davvero fantastica. A sette anni la figlia di Exploit Caf e Nikela, allevata dalla famiglia Ricci, è uno spettacolo che entusiasma vedere trottare, e nel modo in cui ha annientato ogni rivale concludendo con facilità in 1.10.7 sul doppio chilometro contro le migliori femmine scandinave in circolazione.
L’orgoglio è tutto italiano per una cavalla di sette anni, che come tutti i nati in Italia più invecchiano più vanno forte, con una carriera che è iniziata presto correndo sei volte a due anni, ed è proseguita senza sosta ad altissimi livelli, tanto che oggi conta 53 corse in carriera per un bottino che sfiora i 600.000 euro. Peccato per il quinto posto di Diva Ek, che dopo aver perso molti metri per una rottura al via è finita pure senza spazio, dando l’impressione di poter essere un’insidia per tutti a questi livelli, mentre Cash Bank Bigi non è entrata nel marcatore.
La gioia di Alessandro Gocciadoro e del proprietario Leopoldo Canton è stata surclassata dalla commozione della sua lad Anu Niskanen, in lacrime dopo il traguardo, segno che il trotto vero sa emozionare, e lo farà sempre.
L’Italia che trotta ha sfiorato la doppia impresa in Gruppo I, per la rottura a metà retta d’arrivo del cresciuto Eldorado Jet, nel momento in cui Magnus Djuse lo aveva lanciato per cercare di andare a prendere il vincitore del Margareta Wallenius-Klebergs Pokal Bicc’s Tobee, che ha resistito a tutti gli attacchi in testa. Non al palo neanche l’altro indigeno Executiv Ek, che ha pagato il numero otto di avvio, ma anche per lui come per Eldorado ci sarà tempo di recuperare: hanno solo cinque anni, e come dimostra la Regina Clarissa quando si è allevati in Italia il tempo è il miglior alleato.


