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ARMANDO CONCATO: PASSIONE BATTE SFORTUNA 2-0

Prima Montecatini con il Gran Premio Società Terme, poi Albenga con il Gran Premio Regione Liguria hanno portato alla ribalta, sia pure con esiti diversi, un nome abbastanza nuovo nel panorama dei tre anni d’élite del trotto nazionale: quello di Goelicher St, un figlio di Nad al Sheba che nelle dodici uscite che hanno preceduto questi due appuntamenti aveva frequentato dei discreti centrali, ma nulla di più.

La vittoria di Montecatini ha quindi riproposto anche una scuderia di quelle in attività da tanti anni che costituiscono un po’ il tessuto connettivo del nostro trotto: la Warrior di Armando Concato, 62 anni, da Arzignano, dalle parti di Vicenza, imprenditore.

Una passione iniziata quasi per caso, come confessa il diretto interessato: “È vero, eravamo grosso modo a metà degli anni ’90 quando un mio amico mi disse: ‘Dai che facciamo un investimento, prendiamo dei cavalli al trotto.’ Fu così che ci ritrovammo proprietari di quattro cavalli e ovviamente pagammo lo scotto del noviziato, nel senso che non fu proprio un investimento ad alto rendimento, ma mi piaceva e mi appassionai. Così quando, dopo poco più di una decina d’anni, lui si sfilò, io decisi comunque di andare avanti, anche se non nascondo che a un certo punto ero lì lì per smettere. Avevo i cavalli a Padova da Gianni Targhetta, stavo di fatto mollando quando lui mi fece vedere una cavalla. Dissi: va bene, prendo l’ultima, poi invece ce ne fu un’altra e un’altra ancora, ed eccoci qui. A un certo punto ho acquistato Seleniost, un cavallo scartato da puledro, con il quale mi sono tolto le prime vere grandi soddisfazioni. Poi è arrivata Ugolinast, che forse va considerata lo spartiacque della mia carriera da proprietario. Oggi ne ho più di una ventina.”

Cosa è cambiato con Ugolinast?
“Mah, a un certo punto non andava più e decidemmo di provarla al montato, e mi consigliarono di affidarla a Santo Mollo. Da lì si è rigenerata e ha corso molto bene anche al sulky, vincendo in ottima categoria. Contestualmente ho conosciuto Gianluca Lami che in quel periodo, con la scuderia Wave, aveva aperto la ‘scuola dei puledri’. Ne avevo ben otto in quel periodo; malgrado fosse un po’ tardi gli chiesi se potevo inviarglieli e lui, sebbene fossimo un po’ in là con i tempi, me li prese, affidandoli ovviamente a Carlo Belladonna che ottenne più di qualche risultato con il suo addestramento. Poi ne ho mandato qualcuno a Bondo, a Santo Mollo, a Lo Verde… insomma ho cercato di diversificare…”

Oggi è arrivato Goelicher…
“Stiamo vivendo un momento importante. Peccato per la prestazione di Albenga, forse abbiamo corso troppo presto dopo Montecatini, ma Mauro Baroncini, con il quale ho un ottimo rapporto e grande stima, ha deciso così e io non metto mai bocca sulle scelte dell’allenatore. A posteriori anche lui ha detto che forse era meglio saltare Albenga e fare Montegiorgio, ma intanto il cavallo ha dimostrato appieno tutto il suo valore, sia a Montecatini dove ha vinto molto bene, ma soprattutto nella precedente sfortunata uscita a Napoli, dove aveva fornito una prestazione strabiliante.”

C’è stato anche qualche altro momento difficile…
“Sì, certo, avevamo costruito finalmente un cavallo importante, Adler Cup, con il quale eravamo entrati nel circuito delle grandi classiche dei tre anni e prometteva davvero molto bene. Qualcuno preconizzava un futuro importante… Purtroppo era un cavallo particolarmente nervoso, rimase vittima di un infarto nel centro di allenamento. Non le nascondo che a quel punto volevo davvero smettere; ho pensato che ci voleva troppa fortuna in questo settore e che non era il mio caso. Ma la passione ha avuto ancora una volta il sopravvento. Oggi ho una bella organizzazione; per essere uno entrato nell’ippica quasi per caso non mi lamento. Certo, ho investito molto: sono molto contento dell’amicizia con Gianluca Lami; Carlo Belladonna addestra i puledri, poi insieme studiamo il professionista più adatto cui inviarli anche in base alle loro caratteristiche. Ho un veterinario personale, qualche cavallo infortunato che ha bisogno di essere un po’ ricostruito lo invio a Francesco Zedda; ho un puledro figlio di Ugolinast e Face Time Bourbon che sta crescendo nell’allevamento Tabina, sul quale spero molto… insomma finché la passione dura andiamo avanti…”

Ci vediamo a Roma allora…
“Ci sono già stato e a inizio ottobre ci torno sempre volentieri…”

LM